Tumore alla vescica tra i più frequenti in Italia, un webinar per conoscerlo meglio


I tumore alla vescica è la quinta forma di cancro più frequente in Italia con circa 24.000 nuovi casi diagnosticati nel 2019: 29.700 tra gli uomini e 5.700 tra le donne.

Mercoledì 15 settembre le principali associazioni di volontariato rappresentanti i pazienti oncologici sostengono una campagna informativa su questo importante argomento.

Con il patrocinio di Favo, Federazione Italiana delle Associazioni Italiane in Oncologia, e la partecipazione di Aimac, Aistom e Fincopp sarà possibile partecipare ad un webinar informativo (QUI il Programma) sui diritti e sulla gestione della salute di tali pazienti (CLICCA QUI PER PARTECIPARE).


Questo tumore, infatti, colpisce in ogni fascia d’età, tuttavia poche persone sanno riconoscerne i segnali e, di conseguenza, spesso la diagnosi è tardiva.

Il tasso di sopravvivenza risulta essere in media del 79% a 5 anni, e del 71% a 10 anni (Fonte: I numeri del cancro 2019-Aiom/Airtum).


Il principale campanello dall’allarme è il sangue nelle urine, o ematuria. Altri sintomi indicativi di un possibile tumore vescicale, anche se più rari, possono essere la necessità di urinare più frequentemente, o le infezioni ricorrenti.


È importante anche la conoscenza dei principali fattori di rischio, tra i quali spicca il fumo (50%): sono molto più colpiti gli uomini, ma il numero di nuovi casi è in riduzione a fronte di un lieve aumento di quelli femminili. Da non trascurare (25%) l’esposizione professionale a sostanze chimiche utilizzate in alcune industrie (tessile, gomma, cuoio, alluminio).


“Le procedure diagnostiche, nel caso vi sia un sospetto di cancro alla vescica, si basano sull’ecografia e sulla cistoscopia”- ha ricordato il primario di chirurgia mini invasiva della Clinica Urologica Romolo Hospital di Rocca di Neto“Quest’ultima consiste nell’introduzione di uno strumento a fibre ottiche nella vescica attraverso le vie urinarie e permette di vedere all’interno della vescica e prelevare campioni sospetti di tessuto che verranno poi analizzati al microscopio. Importante è anche la ricerca di cellule tumorali nel campione di urine (citologia urinaria). La TC, la PET e anche la scintigrafia ossea sono utili per valutare se il tumore si è esteso oltre la vescica coinvolgendo altri organi”.


Fonte cn24tv.it